Ancora un appuntamento interessante organizzato da Università Libera della Val di Cornia in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Campiglia M.ma, per lunedì 8 aprile alle ore 15,30, presso la Saletta comunale di Venturina Terme, che propone un nuovo incontro aperto alla cittadinanza in cui verrà presentato il libro di Tiziano Arrigoni “La dinamite nella valigia” – Viaggio nell’Italia di Luciano Bianciardi.

Luciano Bianciardi è stato scrittore, giornalista, traduttore, bibliotecario, attivista. Fu uno dei pochi a rendersi conto che i cambiamenti in atto nel dopoguerra avrebbero portato in Italia le tante storture di cui oggi portiamo i segni. Nel 1962 Bianciardi pubblicò “La vita agra”, un romanzo in cui esprime la sua rabbia verso quel mondo e quella società “economicamente miracolose”. Il romanzo lo rese famoso anche per la storia dell’anarchico che voleva far saltare il palazzo della Montecatini, per lui simbolo di un benessere sfrenato di pochi e della morte di tanti minatori maremmani.

Bianciardi del resto era uno insoddisfatto, cosciente di tutto, uno che sperava in un futuro migliore, uno fedele a sé stesso, mentre il mondo intorno cominciava a vivere di favoritismi: lui voleva restare, fedele ai braccianti e ai minatori della sua terra, voleva cambiare secondo logiche e non secondo cosa facesse più comodo.

Quello che ci propone Tiziano Arrigoni è un viaggio geografico nella vita di Bianciardi, nella civiltà contadina e nella periferia di Grosseto e della Maremma e non solo, perché si allarga alla vita di Milano e della Puglia.

Il viaggio del libro comincia con aneddoti e ritratti della Maremma e degli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale. “La dinamite nella valigia” si sviluppa attorno alla geografia e alla storia dell’Italia e alle storie degli italiani, ed è un racconto fatto di pezzi che, incastrandosi, raccontano l’Italia seguendo i testi e le riflessioni di Bianciardi e di vari altri autori su un paese in mutamento in cui lui stesso vedeva disillusioni nonostante fosse l’epoca delle illusioni.

“Si potrebbe definire uno che non si sentiva mai arrivato e forse perché la stazione è un movimento continuo e mai un arrivo definitivo in un’Italia in trasformazione”.